Lucio Dal Buono

Bin Laden

Non si può mai stare tranquilli. C’è voluta una guerra mondiale e venti milioni di morti per eliminare il nazismo.   Il Comunismo  è costato molto di più. Centocinquanta milioni di morti.  E’ finito tra i rifiuti della storia  per  l’intervento della Vergine Maria, coadiuvata da quei due grandi uomini che sono stati Papa Woitila e Reagan.   Oggi ci troviamo di fronte un vecchio nemico, che pensavamo posto ormai nelle favole che ci raccontavano da bambini: l’Islam.  Certo che l’uomo ha una incredibile capacità di farsi del male: non riusciamo a stare in pace per più di 10 anni e subito arriva qualcuno che ci promette un  Paradiso futuro,  dandoci  un Inferno nel presente.    La cosa paradossale è che, oggi,  questo nemico lo paghiamo noi.  Sono i soldi che noi paghiamo per il petrolio che permettono a quei miliardari dalla incredibile ricchezza, tipo Bin Laden, di conculcare le fragili menti di idioti fino a farli diventare macchine di morte.

La storia purtroppo si ripete.   Marco Polo racconta  del Veglio della Montagna e della sua setta di Assassini.   Nel mezzo della Siria - ci racconta - si ergeva  un’alta montagna con l’imprendibile castello di Alamut – che significa nido di avvoltoio. Qui il Veglio faceva  portare i più bei  ragazzi di Siria, rapiti alle famiglie in età di 12 anni.  Li faceva  vivere nel lusso, gli metteva  a disposizione bellissime ragazze e gli  faceva  credere di essere in Paradiso, che del resto Maometto descriveva allo stesso modo.  Ottundeva  la loro libertà di giudizio con una droga chiamata hascisc.   Quando voleva uccidere qualche nemico, faceva  addormentare con oppio uno di questi ragazzi, che dalla droga che assumevano venivano dai Crociati chiamati Assassini, e lo faceva portare fuori dal castello, nel deserto.   Quando il giovane si svegliava,  si disperava: Perché aveva perso il Paradiso ? Un emissario del Vecchio gli spiegava come fare per tornarci. Bastava uccidere  il Tale ed il Paradiso sarebbe stato di nuovo suo.   Come dice Marco Polo: Se scampano all’azione, tornano al loro signore.  Se sono presi, vogliono morire, credendo ritornare al Paradiso.

Il Vecchio della Montagna era in realtà il capo di una setta eretica sciita: gli Ismailiti.

Il suo ultimo e pacifico epigono è l’Aga Khan, noto soprattutto per le sue scorribande matrimoniali tra le attrici degli anni 50 e perchè si faceva, fino a pochi anni fa, pagare una tassa dai suoi fedeli in oro uguale al suo peso.    Però, per un secolo,  la sua setta ha terrorizzato tutto il Medio Oriente ed ha pesantemente condizionato la politica egiziana, siriana e persiana, nonché quella dello stato crociato di Gerusalemme, di cui riesce ad assassinare il più valido difensore:il nostro Corrado di Monferrato.

Il Bush di quei tempi è venuto dall’Oriente: nel 1277 Alau, signore dei Tartari, manda i suoi capitani a stringere di assedio il castello. Dopo tre anni di assedio lo prendono per fame. Nessuno scampa.  Uomini, donne e bambini, tutti sono passati a fil di spada.

In attesa del nuovo Alau, la domanda che tutti ci facciamo è sicuramente:   che succederà? Il parere dei preti islamici estremisti è chiaro.  Secondo loro è venuto il momento della riscossa dell’Islam. Il fradicio, ateo e molle occidente dovrà cadere nelle loro mani. Dopo Costantinopoli, conquistata nel 1452, è venuto il turno di Roma e di tutti quei territori dove sono state erette delle moschee e che quindi appartengono di diritto all’Islam: la Spagna,la Sicilia, i Balcani.

Siamo quindi  tutti in pericolo.  Venti anni fa tremavamo per il rischio di un olocausto nucleare.  Per parecchi anni ancora tremeremo per il rischio di qualche olocausto più limitato ma,  per chi ne è coinvolto, non meno decisivo.

Non c’è dubbio che ad un certo punto l’America si scoccerà e farà come Alau.

Però nel frattempo quella patetica nonna Abelarda, scaracchiosa, fifona ed arteriosclerotica , che è l’Europa,  sarà il classico vaso di coccio tra i vasi di ferro.

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