Lucio Dal Buono

Islam

Gira di questi tempi nelle piccole televisioni, fameliche di successo ad ogni costo,  uno strano individuo che pensa necessario, per piacere al suo Dio, tagliarsi pezzi di organi genitali e tagliarli,  anche a forza,  alla sua donna.   Che crede che piaccia al  suddetto Dio, tenere le donne segregate in casa e sorvegliarne attentamente la castità.  Castità che, se violata, comporta la condanna a morte. Che crede che alcuni animali siano impuri ed altri mangiabili, ma solo previo, lento dissanguamento.    Che condanna a morte, nei paesi in cui comanda, chi offende –a suo giudizio -  il suo profeta, ultima e definitiva espressione di Dio.   Naturalmente è lui a giudicare se e come sono le offese.    Che è talmente fanatico che chi rinuncia alla sua religione per assumerne un’altra viene condannato a morte.

Questo pitecantropo, purtroppo sopravvissuto  al suo tempo,  è l’espressione di una cultura primitiva, condannata dalla storia e dalla Civiltà.     Eppure, a causa dell’eccessiva tolleranza di questa nostra Italia, gironzola da noi offendendo premeditatamente le nostre forme religiose tradizionali.    Forme che – comunque le si voglia giudicare – sono  enormemente superiori alle sue grossolane  superstizioni.

Noi siamo tolleranti: non ci permetteremmo mai di condannare a morte il suddetto individuo, come lui farebbe senza esitare con noi.  Però farlo tacere con un paio di sganassoni, mi sembra non solo lecito, ma quasi necessario.    Infatti mi sarei aspettato che vescovi e cardinali si ribellassero al suo continuo insultare il nostro Sacro.  Che le femministe ed i laici facessero una mezza rivoluzione contro il suo elogio della barbarie.   Che la nostra eccellente e solerte magistratura lo cacciasse in galera per le sue manifestazioni di delirante razzismo.

Ed invece no.  Anzi. Quando dei nostri giovanotti –né troppo intelligenti, né troppo acculturati, ma  evidentemente non riusciamo ad esprimere niente di meglio – gli ha finalmente dato un  paio di sberle doverose,  la magistratura, anziché vergognarsi del suo colpevole lassismo, ha messo in galera quei bravi ragazzotti, che hanno fatto, in maniera casereccia, quello che avrebbe dovuto,  più seriamente e molto prima,  fare lei.

I preti si sono defilati.  Le anime belle hanno parlato di democrazia offesa.  Coglioni.

Ma in che mondo viviamo?    Non esiste il reato di apologia dell’idiozia ?

Comunque, alla fin fine, devo dire che il pitecantropo ed i ragazzotti sono quelli che hanno fatto la figura migliore: almeno loro credono in quello che fanno.   Noi non crediamo più in niente.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna