Lucio Dal Buono

La Croce e la Mezzaluna

Abel Smith, quel neo convertito musulmano che ha insultato la croce, non è  un buon seguace del Profeta. Altrimenti saprebbe che il Corano accetta quasi tutta  la dottrina cristiana: Cristo viene concepito in maniera miracolosa e per virtù di Dio dalla giovinetta Maria.     Cristo fa miracoli ed è il penultimo dei profeti. L’ultimo e definitivo è ovviamente Maometto.

Anche secondo i musulmani Gesù non muore, ma viene assunto al cielo e tornerà nel giorno del giudizio. Le differenze sono relative a chi è Gesù. Per i Cristiani è l’incarnazione del Logos, della Sapienza divina, più comunemente, anche se forse più impropriamente,   chiamato figlio di Dio.  Maometto, influenzato da vangeli apocrifi, attribuisce alla parola “Figlio” un significato bassamente materiale e rifiuta la divinità di Gesù che viene definito come una creatura, anche se privilegiata.

Inoltre vi è una curiosa ma significativa differenza sull’interpretazione di un passo del Vangelo di Giovanni.Secondo Giovanni,  Gesù disse” Quando verrà il Paraclito che vi manderò dal Padre, lo Spirito di Verità che procede dal Padre, egli mi darà testimonianza……”.  Secondo i Cristiani, il Paraclito, lo Spirito di Verità, è lo Spirito Santo che è sceso sugli Apostoli radunati insieme a Maria nel giorno della Pentecoste.    I musulmani accusano i Cristiani di avere travisato il versetto: Gesù alludeva a Maometto.

Come vedete le comunanze dottrinali sono molte, anche se le poche differenze sono in  realtà fondamentali.  Comunque i Cristiani hanno, sulla base di queste somiglianze, concepito l’Islam come un travisamento, una eresia cristiana. Certo è che la  lettura del Corano nei pezzi che richiamano Bibbia e Vangeli, lascia una sensazione di informazioni di seconda mano, per così dire. Probabilmente Maometto aveva conosciuto solo parzialmente Bibbia e Vangelo e con elementi leggendari.     Nel medioevo era molto diffusa la leggenda che Maometto fosse stato un cardinale che, deluso per non essere stato fatto Papa, aveva creato un nuova religione.  Dante mette Maometto ed il suo genero Alì nell’inferno tra i seminatori di discordia.  La critica moderna e più tollerante del Corano concede  che, come minimo, Maometto è un grande poeta, un grande guerriero ed un grande legislatore.  Alcuni sottolineano il fatto che le Sure, i versetti rivelati  della prima fase della attività di Maometto hanno un vero e potente afflato mistico.  Quelle dell’ultimo periodo sembrano invece più aride e sono quasi sempre  dirette ad una minuziosa elencazione di prescrizioni legali.

E sono queste ultime, tra l’altro, che rendono impossibile l’accordo con l’Islam: la poligamia, il modo di trattare la donna e le altre fedi eccetera.    Una delle ipotesi fatte da teologi cristiani è che Maometto abbia deviato da una iniziale, reale ispirazione divina.   Ad un certo punto non ha in pratica accettato, come ha fatto invece il Cristo, il sacrificio della vita a favore della sua missione.   Cristo è stato da Dio per questo glorificato ed innalzato alla Sua  destra.     Maometto ha rifiutato il martirio, ha lottato, ha fatto la guerra e, forte del pur rimasto carisma divino,  ha avuto il successo umano che al Cristo era mancato.    Non ha però potuto compiere la sua missione a livello del volere divino ed è stato, come diceva Dante, segno di discordia.   Tale era almeno la tesi del grande orientalista francese Massignon.

Se le differenze dottrinali sono poco numerose ma molto importanti, le differenze delle prescrizioni comportamentali sono addirittura devastanti.  E’ dovere infatti dei Musulmani fare la guerra fino a che i Musulmani non abbiano trionfato su tutta la terra. I pagani devono convertirsi o devono esser uccisi. Non parliamo ovviamente degli atei, che non sono ammessi neanche a livello di scherzo. Gli ebrei ed i cristiani possono mantenere la loro religione, ma devono essere sottomessi ai musulmani e pagare loro dei tributi. I figli nati da coppie miste devono essere musulmani. Il musulmano che passa ad altra religione viene messo a morte.  In pratica questo ha significato uno stato di guerra permanente tra gli stati cristiani (o indù, buddisti, animisti) e gli stati musulmani. E dove i musulmani erano in sparuta minoranza sono riusciti a diventare in un tempo relativamente breve la maggioranza.  Prendiamo l’Egitto. Nel 650 dopo Cristo era la regione cristiana più numerosa e più ricca.  Era però in disaccordo con la politica religiosa dell’impero romano: la religione ufficiale dell’impero era cristiana cattolica, gli egiziani erano quasi tutti cristiani monofisiti (risparmio la spiegazione della differenza).    Quando arrivarono le scarse, ma  agguerrite truppe arabe, furono accolte con entusiasmo.  Sembravano anche loro cristiani e portavano la libertà dall’odiato imperatore. Inoltre erano pochi.   Già cento anni dopo vengono spente nel sangue le prime rivolte dei cristiani, sempre più oppressi.  Nell’anno mille, il sultano Hakim il folle ne fa una bella strage.  Nell’anno 1.200 cristiani e musulmani sono quasi pari.

Oggi i cristiani sono il 10% della popolazione. Dicono  che siano in realtà di più, ma non si rivelano per paura che gli facciano – come succede periodicamente – la pelle.  Si riconoscono per il fatto che le donne sono  a volto scoperto, con gonne moderatamente lunghe ed hanno una faccetta simpatica e sicura.

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