Lucio Dal Buono

La ndrangheta

L’industria italiana è senz’altro in crisi, ma un gruppo italiano ha avuto in questi anni un eccezionale tasso di crescita e notevoli riconoscimenti, anche  a livello internazionale. E’ la ndrangheta.   Tanto per dare un’idea, la Fiat – vecchia di 100 anni- fattura in tutto il mondo circa  47 milioni di € all’anno. La ndrangheta ha un giro di affari - sembra- ( i dati non vengono ancora stampati sul Sole-24 ore) di 16  milioni di € , prevalentemente concentrati in Italia. E’ divisa in 5, diciamo, centri di profitto. Il traffico di droga  è l’attività più importante e  fattura circa 10 milioni di € all’anno. A grande distanza vengono il controllo degli appalti con 2 milioni di €. E poi la prostituzione, il traffico di armi e le estorsioni con 1 milione di € all’anno ciascuna.

Il successo si è concretizzato nel giro di trenta anni: una crescita rapidissima.

Sembra che l’ ascesa sia cominciata quando è stato ucciso  il vecchio capo, Don Antonio Macrì, un patriarca che rifiutava l’ingresso nel mercato della droga ed in genere non gradiva una gestione più moderna degli affari.

Da allora - eravamo negli anni 70 - i giovani hanno avuto carta bianca. La mossa vincente è stata quella di puntare sul redditizio e nuovo mercato della droga. Purtroppo mancavano i capitali per fare i grandi acquisti sul mercato internazionale.   E qui si è avuto il colpo di genio. I capitali andavano reperiti dove si trovavano: nel ricco Nord.  E’ cominciato l’epoca dei rapimenti. Tra il 1970 ed il 1985, 193 persone sono state rapite. Di queste 140 nella sola Lombardia.  Il triangolo della Locride -Platì,   S.Luca, Natile di Careri - è diventato tristemente famoso in tutto il mondo.  Anche recentemente i ROS hanno trovato una fitta rete di cunicoli e caverne artificiali  sotto Platì, dove venivano tenuti presumibilmente i sequestrati.  E dove hanno scovato un latitante, colà residente  da 15 anni e soprannominato “U sparitu”.     Facendo il conto di un valore medio del riscatto di 3 miliardi a testa (cifra probabilmente per difetto), si è avuta una capitalizzazione di circa 600 miliardi. Come conseguenza la ndrangheta è diventato un nome rispettato ed apprezzato sui mercati internazionali. Sembra che la vecchia mafia  chieda oggi l’avvallo della ndrangheta nelle operazioni più rischiose.

Gli investigatori notano con stupore che,  oggi, colpi durissimi inferti alla ndrangheta tramite arresti a tappeto, maxiprocessi, retate, non sembrano sostanzialmente scalfire il potere della organizzazione.  Segno che la stessa  è solida,  ben radicata e con buoni agganci negli  ambienti finanziari ed industriali.   Il successo non è stato del tutto tranquillo, a parte l’evidentemente irrilevante reazione dello Stato italiano.   Ci sono stati seri contrasti al vertice che sono stati risolti nella maniera tipica della ndrangheta: le due cosiddette “guerre di mafia” alla fine degli anni 80 e  90, sono costate più di 900 morti ciascuna, con punte di 200 in un mese. Da qualche anno tutto è tranquillo. E’ stato  evidentemente trovato un management efficiente e non contestabile.

Alcune considerazioni si impongono. Gli ambienti ufficiali dicono che la criminalità organizzata nuoce gravemente al territorio in cui opera. Sarà senz’altro vero. Però è un fatto che quando qualche rapito, vedi per esempio l’ing. De Feo, riusciva a liberarsi e ad arrivare ad un paese, erano gli abitanti del paese, magari donne e bambini,  che lo riconsegnavano ai rapitori.   Quindi vanno tenute distinti i due aspetti: l’aspetto etico e quello pratico. Dal punto di vista etico l’attività della ndrangheta è stata mostruosa. Non c’è niente di peggio che il sequestro di un essere umano.    Dal punto di vista pratico è chiaro che i soldi trasferiti dal nord al sud, nel bene o nel male, hanno portato ricchezza al Sud stesso. E siccome siamo tutti, salvo pochi,  servi del Demonio, parecchi calabresi  al Demonio si sono inchinati ed hanno usato i mezzi più sordidi per acquisire la ricchezza.

E bisogna pur dire che non meno sordida è stata l’attività dell’altro gruppo di potere che nella vicenda doveva avere un ruolo e non lo ha avuto: lo Stato italiano. I rapiti avevano consegnato e stavano consegnando, come tutti noi,  già il 40-50 % delle loro ricchezze allo Stato. In cambio chiedevano almeno la difesa della loro vita e della loro persona.   Invece hanno dovuto pagare due padroni, ambedue fermamente determinati nella riscossione delle loro tasse e nella esclusiva tutela dei loro interessi. In pratica sono stati abbandonati al loro destino dal padrone, diciamo così,  istituzionale.

In  nome naturalmente  di nobilissime istanze: la democrazia, il diritto delle genti ecc. ecc. eccetera. Tutte balle. La realtà era che lo Stato non li ha difesi come doveva. O meglio: ha difeso ottimamente solo se stesso. I rapiti erano tutte persone comuni di moderata ricchezza. Gli uomini politici ed i grandi industriali non sono mai stati toccati. Evidentemente si erano ben protetti. Per cui la recente assoluzione di Andreotti mi fa solo rabbia: una onesta fucilazione era il minimo che l’uomo politico più  rappresentativo di quegli anni, si meritava.

Nel brutto c’è però anche qualche cosa di buono.  I successi umani sono nati sempre attraverso la violenza, il tradimento, la crudeltà. Il regno di Cristo non è di questo mondo. E quindi, forse, qui regna l’Altro.  I Savoia erano i discendenti di qualche  feroce barbaro che nel 400 dopo Cristo si è distinto nella eliminazione dei Romani della Regione.  La nostra Repubblica è nata dalla Resistenza, ma anche dal sangue dei vinti: i 75.000 poveri fascisti che sono stati sacrificati. Però nella crudeltà dell’uomo e nelle sue perversioni, si annida e talvolta spunta il seme del Cristo. Dal Comunismo è nato Solgenitsin. Chissà che anche dalla ndrangheta  non nasca qualche cosa di buono.   Forse quella loro estrema e belluina  vitalità può essere volta, magari alla seconda o terza generazione, al vantaggio comune.  Forse si può già intuire cosa.    In Calabria ed in Sicilia gli immigrati musulmani sono seri e rispettosi delle leggi e dei nostri costumi: gli sconci tipo quelli di via Jenner non verrebbero tollerati. Che la  mafia e la ndrangheta non diventino gli ultimi difensori della civiltà?

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