Lucio Dal Buono

Massimo Caprara

E’ stato il segretario personale di Palmiro Togliatti, fino alla morte dello stesso. E’ stato un importante deputato comunista, membro della Commissione Centrale del Partito. Uno dei fondatori del Manifesto con Magri, Rossana Rossanda e Pintor.   Fino a quando non ha riscoperto il Cristo attraverso il carisma e la parola di Don Giussani.

A parte la commozione che sempre suscita il ritorno di un Figliol Prodigo – specie di un Figliolo, che, come in questo caso, se ne era andato molto lontano -  Caprara rimane un inimitabile testimone del mondo segreto e macabramente affascinante del Comunismo.  Infatti tutti questi ultimi, per ragioni anagrafiche(ha 82 anni) , anni della sua vita sono dedicati alla testimonianza di quello che ha visto ed ha fatto. Vogliamo parlare oggi della Sua ultima opera  “Riscoprirsi Uomo”.   Intanto è straordinario entrare nell’ambiente dei leader Comunisti. Togliatti è un borghese di profonda cultura, capace di condurre brillanti conversazioni in latino  e sostanzialmente sprezzante del mondo operaio.  E’ proprio questa cultura umanista ed aristocratica che affascina  nel 1946 Caprara, allora giovane intellettuale napoletano.   Colti, aristocratici e raffinati sono tutti anche gli altri capi: Amendola, Paietta, Terracini, Longo.  Per tutti questi uomini intelligenti e  preparati il Comunismo è la vita. Per esso sono disposti a morire ed a far morire.    Caprara cerca di penetrare il mistero del Comunismo: come mai queste persone così in gamba, hanno creduto in una religione così idiota e così palesemete perdente? Come hanno fatto a lasciarsi trascinare dal loro credo ai più inumani delitti, alle più vergognose complicità ?      Trova la risposta in due fattori. Il primo è l’ideologia.  Il credere cioè ad una certa visione del mondo che qualche filosofastro (nella fattispecie Marx) ci ha lasciato. L’ideologia è il contrario dell’ideale. Irreggimenta l’uomo in una riduttiva visione della vita. Viene persa la realtà nelle sue molteplici sfaccettature. Si pretende anzi che sia la realtà a piegarsi all’ideologia.

L’altro è un motivo più semplice. Cosa era la caratteristica comune alle brillanti personalità dei leader comunisti? Purtroppo la cattiveria. Nessuno di loro era buono, nessuno di loro amava veramente l’operaio ed in genere l’uomo.  Erano un pò carogne e, per giunta,carogne che non avevano l’inestimabile spinta della Parola di Dio che comunque, in un modo o nell’altro, presto  o tardi,  arriva ad influenzare chi ci crede, anche se portato alla cattiveria.

In loro, un certo qual naturale sprezzo per le sofferenze degli altri ( e magari anche di se stessi) si univa alla cupa adesione ad un credo terribile, ad un diabolico Dio sterminatore. Probabilmente alla più feroce manifestazione demoniaca dell’ultimo secolo.   La vera rivoluzione, osserva Caprara, ce la indica il Cristo e lui, Caprara, l’ha trovata tramite le parole di Don Giussani: ognuno di noi deve essere il rivoluzionario di se stesso. La rivoluzione comincia all’interno di noi e, se non riusciamo a modificare noi stessi, come possiamo pretendere di modificare il mondo?

Il libro è anche costellato di acute osservazioni e di sorprendenti rivelazioni storiche.

Per esempio che il palazzo di Botteghe Oscure è stato costruito con l’oro dello Stato fascista di Salò, trafugato a Mussolini a Dongo e mai consegnato, come si sarebbe dovuto,  allo Stato italiano. Gestore dell’oro in Svizzera era l’avvocato Renato Cigarini, ex legionario fiumano e fanatico comunista. L’idea fondamentale di Togliatti è stata quella di arraffare il potere in Italia tramite il compromesso con la Chiesa.  Non gli interessava niente di Dio o della religione, però rispettava profondamente la forza della Chiesa Cattolica.  La sua eminenza grigia, il suo Consiglieri,  è sempre stato il Catto-comunista Rodano.

La storia del Comunismo italiano è la storia della lenta opera di seduzione che è stata fatta,  e con successo,  nei confronti dei cristiani deboli, i Dossetti, i Moro, i La Pira peraltro profondamente disprezzati e segretamente derisi.  Accanto a quella seduzione storica, se ne formava però inaspettatamente un'altra. Era il mondo moderno che entrava prepotentemente nel mondo bigotto e curiale del vecchio Comunismo, lentamente stravolgendolo ed annichilendolo.  L’inizio della fine comincia forse con storia tra Togliatti e la Nilde Jotti, piacente ragazzotta proveniente dalle file cattoliche.   Il Migliore che cerca di godersi la stessa nei solai di via Botteghe Oscure, con il rischio di farsi accoppare dalle ignare guardie del corpo, è una storia degna del miglior Boccaccio.

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