Lucio Dal Buono

Biffi

Qualche anno fa il Cardinale di Bologna Biffi ci aveva esortato a far entrare  in Italia, solo o prevalentemente emigranti cristiani.  Quindi simili a noi e più facili ad assimilarsi.  Aveva anche aggiunto che quelle considerazioni non avrebbe dovuto farle lui – per definizione incaricato di parlarci di Dio - ma i nostri uomini politici. Ne parlava perché vedeva i rischi che avremmo corso.  Era  stato  spernacchiato in nome dell’Umanità , della Democrazia, dell’Uguaglianza e di altri nobili principi.  Oggi veniamo informati che l’Italia è un’attiva centrale di terroristi musulmani. Finora sono partiti da qui per andare a mettere bombe altrove.  Ci hanno già avvisati che però, presto o tardi, toccherà a noi.  Stiamo  rimpiangendo amaramente di non avere fatto quello che il saggio cardinale Biffi ci consigliava di fare e che era ovvio, ragionevole ed umano. Proprio vero che Dio acceca chi vuol perdere.

Abbiamo un milione circa di musulmani da noi.  La grande maggioranza è qui semplicemente per assicurarsi una vita dignitosa.   Probabilmente sono persone stimabili e rispettose delle nostre vite e delle nostre idee. Però è anche vero che chi è un buon musulmano deve sentire come un dovere il fatto di combattere per affermare ovunque la religione di Maometto.  Lo dice il Corano:”Combatteteli  fino a che la sola religione sarà quella di Allah”. “Uccideteli dovunque li incontrate e cacciateli da dove hanno cacciato voi”. “Non risparmiate quelli che non hanno creduto in Noi e nel Nostro inviato”.  Ed altri obbligazioni di questo tipo.  Quindi è probabile che uno, se è musulmano, si senta obbligato presto  o tardi a fare quello che la propria fede gli impone.  Del resto i terroristi non sono affatto i più ignoranti od i più poveri.  Sono la parte più colta e più preparata dell’Islamismo:  medici , ingegneri, economisti.   Laureati nelle nostre migliori Università.  Sono persone determinate e guidate da una grande fede.  E noi cosa possiamo opporgli ? Riportiamo il parere di Ferguson, docente di storia economica alla New York University , che ha tenuto recentemente una eccezionale serie di conferenze intitolate “La fine dell’Europa”.

Egli ha detto” Perché sia possibile l’integrazione e l’assimilazione degli islamici occorre che l’Europa possieda una identità forte ed una cultura sicura di sé.

L’America ce l’ha. Ma l’Europa non ha più la cultura cristiana, che è stata fondamentale nell’identità europea, ma che è in uno stato quasi terminale.  Ed un immigrato non può certo apprezzare il confuso e demoralizzato laicismo oggi prevalente.   Non penso peraltro che l’immigrazione possa distruggere la cultura europea, perché non resta molto da distruggere”.

Il Ferguson parla in maniera molto tranquilla e razionale. Si capisce. E’ nato in Inghilterra, ma ormai ha trovato una buona sistemazione in America.  Noi, che dobbiamo rimanere qui, non siamo ovviamente altrettanto sereni nell’esaminare uno spiacevole fenomeno storico che ci riguarda: la  fine di tutto il  mondo che ci è caro.  Oh, Dio, tecnicamente il rimedio c’è e non è neanche difficile da realizzare.   Possiamo chiedere ai nostri amici musulmani di tornare al loro paese, magari dando loro adeguati risarcimenti per l’inconveniente.   Però ve l’immaginate le urla, gli strepiti ed il casino di tutti i nostri nobili progressisti?  E’ praticamente impossibile.

Il bello è che il Corano  dice di sterminare senza pietà i miscredenti. Quindi saranno i suddetti progressisti che nella futura Europa islamica saranno eliminati.    Gli ebrei ed i Cristiani sopravviveranno. Male, perché dovranno  pagare tasse più alte, non avranno tutti i diritti civili e verranno di tanto in tanto  massacrati. Però avremo il conforto di non avere più tra i piedi no-global, comunisti, femministe, centri sociali,  ed altra mercanzia del genere.  E, tutto sommato, non è poco.  Quasi, quasi divento musulmano.

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