Lucio Dal Buono

Cina

Anche io, come tanti, sono andato in Cina a cercare di vendere quei prodotti  che l’ obsoleta industria europea acquista più, anche se di alta tecnologia.    Ho avuto successo.  Farò probabilmente una joint venture: noi metteremo la tecnologia ed i cinesi i capitali ed i tecnici.

Sono impressionato da quello che ho visto. Non è un paese. E’ un continente con dimensioni per noi inimmaginabili.   Con situazioni sociali che vanno dalla estrema povertà alla ricchezza sfrenata.  E con i segni di una antica e grande civiltà, riconoscibile  per esempio – dalla ricchezza e dalla raffinatezza della cucina: uno dei non ultimi segni di una buona cultura.  Non esistono, a dire il vero, molti altri segni. Il resto è, quasi sempre,  una stolida imitazione dell’America,   senza la spinta etica e sociale che l’America ha comunque spesso.    Qui è una spinta verso il consumismo senza alcuna luce di spiritualità e cultura.  Lavorano tutti come bestie per guadagnare, guadagnare, guadagnare.   Credo che questo sia il frutto locale di quella immane tragedia che è stato dappertutto il Comunismo. In Albania ha trasformato dei probi pastori in sfruttatori di donne.  Qui ha reso tutti dei ciechi approfittatori del mercato.   Sembra quasi che dovunque abbia tolto l’anima ai suoi sottomessi.    Devo dire che l’unica volta che ho visto in un negozio un piccolo tempietto ad una divinità, mi si è slargato il cuore: lì non viveva solo un organo digerente con annessi.

Comunque, in Cina, mi sono trovato meglio che in America: la cucina, le tradizioni, la vita sociale sono più simili alla nostra che quella degli Americani.  L’America è un mondo nuovo, con comportamenti del tutto anomali per noi, come ad esempio la aggressività delle donne.   La Cina è più tradizionale e vecchio-europeo.   Anche se la profonda Cina è sempre sorprendente.   Per esempio non vengono usati  caffè,  zucchero, cioccolata, formaggi.  Il pane è senza lievito. La frutta rara od inesistente. Vino niente, però si sbronzano con liquoracci tratti dal riso.

A parte questo, che riguarda la loro personale felicità,  per quanto ci riguarda, la Cina è destinata a superarci da tutti i punti di vista.  Abbandoniamo la stolida diceria che sanno solo copiare. La loro tecnologia è molto più avanti di quella nostra. Sfornano 500.000 ingegneri all’anno e non hanno  invece quegli  inutili parassiti che sono gli psicologi, gli assistenti sociali, i laureati in scienze politiche o in tutte quelle altre lauree parassitarie.

I loro giovani sono seri, determinati, studiosi e decisi.    Come noi negli anni 50.   I nostri poveri ragazzi con gli orecchini al naso, senza né bisogni né ideali, frequentatori di discoteche e sniffatori di sostanze varie, mi fanno pena: non possono resistere alla concorrenza di quei tenaci, moralisti bigotti.

Noi italiani comunque, giovani o vecchi,  stiamo andando incontro alla rovina economica.  La Francia e la Germania stanno facendo affari con la Cina vendendo la tecnologia che quei paesi  effettivamente hanno: aeroplani, ferrovie, metropolitane, impianti di energia elettrica e nucleare. In cambio permettono alla Cina di entrare in Europa con i prodotti di normale tecnologia, che però sono gli unici che l’Italia possiede. La nostra industria è quindi destinata a scomparire, sacrificata agli interessi di Francia e Germania ed alla insipienza, se non lo vogliamo chiamare  tradimento, dei nostri reggitori.

Quando sento i Prodi ed i Berluscones parlare della Cina come di una opportunità mi viene da ridere.  . La Cina spero che sia una opportunità per me a livello individuale. Ma una volta che ho venduto la mia tecnologia ai cinesi, ho definitivamente tolto qualche posto di lavoro ai miei compatrioti.

Ma possibile che questo non sia evidente a tutti?     L’unica cosa che possiamo fare,  per almeno ritardare la nostra rovina,  è chiuderci a riccio, unendoci alla  Russia, e mettendo dazi , anzi contingentazioni ferree contro i prodotti cinesi. Ma sapete che, invece, i prodotti cinesi hanno qui da noi un dazio del 3,5 % ,  mentre i nostri hanno là un dazio del 25% ?  Proprio vero che Dio acceca chi vuol perdere.   Italiani svegliamoci.  L’Europa così com’è, è per noi solo una fregata.

 

Albergo – Stile cinese

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