Lucio Dal Buono

Il fatto di Novi

Ogni volta che succede qualche fatto grave, si comincia a parlare di malattia mentale e di schizofrenia.   Purtroppo questa volta anche la Ida Magli ci è cascata.   Possibile che non si riesca a capire che lo schizofrenico è un malato che soffre? E che quindi è in grado di avere scoppi di violenza, ma non di progettare un omicidio di padre e madre e fratellino, allo scopo di far quattrini e di vivere una bella vita come hanno fatto i due di Novi.    Inoltre si è malati singolarmente, non si è mai vista una schizofrenia di gruppo.

Ho l’impressione che in tutta questa orgia di esperti, si dimentichi il semplice buon senso e le leggi della natura.  Nell’innumerevole varietà dei cervelli umani, ci sono anche i cervelli completamente amorali a cui non interessa niente delle sofferenze e del dolore degli altri.  Sono naturamente e totalmente egoisti.  Questi cervelli, se sono anche stupidi,  si comportano come i ragazzini di Novi.      Se sono intelligenti e furbi diventano Stalin e Mao.     Ma non parliamo, per favore, di malattia.  Sono soggetti ben equilibrati e soddisfatti di essere tali.

Se mai parliamo di mostri.        Ed in questi casi, anziché far tanta sociologia,  la prevenzione credo sia fondamentale.  Se quei ragazzi avessero avuto la sensazione –come l’avevamo noi delle vecchie generazioni  – che se avessero fatto fuori la madre, non sarebbero scampati alle grinfie del padre, probabilmente non avrebbero corso il rischio.      In tutta questa orgia di chiacchiere sulla riabilitazione dei due cretini, manca qualsiasi considerazione di giustizia e di pietà per quelli che sono morti.   Chi parla per loro ? Chi chiede per loro ragione delle loro vite ingiustamente e crudelmente spezzate ? Non il  padre che, a cadaveri ancora caldi, va a perdonare quel mostro di figlia.

Sarebbe opportuno pensare di più alle vittime e meno ai carnefici, che mi auguro abbiano davanti lunghi anni di silenzio e di espiazione.

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