Lucio Dal Buono

Riscaldamento globale

Vi è o no il riscaldamento globale? Al di là di ogni polemica, la realtà è che stiamo  uscendo dalla Piccola Glaciazione iniziata nel 1500 e fra un centinaio di anni dovremmo vedere –come nell’alto medioevo – crescere l’uva in Norvegia ed il grano in Groenlandia.  Se questo sia in parte dovuto all'uomo è probabile ma è irrilevante agli effetti della Terra, su cui due o tre gradi di temperatura media in più od in meno non hanno alcun effetto.

Infatti l'uomo influenza soprattutto su sé stesso e la sua qualità di vita.  Qualche anno fa vi è stato un grave problema di puzza e di inquinamento nel Polesine a causa dell’eccessivo numero di allevamenti di maiali nella zona.  Gli escrementi stessi dei maiali bastavano a creare una situazione di serio disagio ed un inquinamento a largo raggio in tutto il delta del Po.

Pensiamo un po’ all’effetto della cacca  e dei rifiuti  di 5 miliardi di persone.  La Terra se ne frega, ma noi possiamo cominciare ad  avere seri problemi.   E’ una esperienza alla portata di tutti che la Cina sia sovrastata da una rossastra cappa puzzolente ed inquinata.  Che stare in una città cinese non da esattamente la sensazione di respirare aria di montagna. Per non parlare degli altri ancora più gravi problemi.  Nel 1921 in Algeria viveva un milione di persone e stavano passabilmente bene, in relazione agli standard tecnologici di allora. Nel 1950 erano dieci milioni. Hanno cominciato a massacrarsi e hanno finito per espellere il milione di diversi: i Piedi neri non musulmani.   Adesso sono venti milioni. Hanno ricominciato a massacrarsi tra di loro. Per fortuna sono stati salvati dalla scoperta del petrolio che gli permetterà –per qualche decennio -  di vendere il loro prodotto e di comprare il cibo.   Appena il petrolio finirà avranno due sole possibilità: o riversarsi sui paesi vicini o mangiarsi tra di loro. Stesso destino per l’Iran, passato da 35 milioni a 95 in venti anni.   E anche l’Italia è a rischio: il paese può mantenere decentemente circa venti milioni di persone. Gli altri devono produrre qualche cavolata da vendere all’estero in cambio di patate. Il giorno –ormai vicino – in cui l’estero produrrà  le nostre stesse cavolate, avremo una sola possibilità: produrle a meno (meno dei cinesi o degli indiani, pensate un po’! ) o morire di fame.

E’ incredibile come l’umanità non abbia ancora capito che deve sottoporre alle regole della ragione e dell’amore per gli altri soprattutto la sua attività più  importante: la creazione di altri essere umani.

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