Lucio Dal Buono

Il problema dell’energia

Il problema dell’energia

 

Non sempre ci è chiaro o non sempre ricordiamo che il nostro benessere e la nostra vita sono legati alla possibilità di avere energia a basso prezzo ed in quantità notevole a disposizione.  E' questa disponibilità di energia che ha emancipato le donne dalla schiavitù dei lavori domestici.  Che ci permette di vivere in case riscaldate e confortevoli. Che ci assicura la vita permettendo la facile   distribuzione del cibo in ogni parte del globo.  

Il nostro bisnonno che doveva vangare da solo il campo poteva contare sulla capacità delle sue braccia che equivaleva, più o meno a 0,2 Cv.  Se aveva due cavalli o due buoi poteva raggiungere i 3 Cv di potenza.    Il più scalcinato di noi con una macchina da 50 Cv, ha a disposizione l'equivalente di una mandria di - appunto – 50 cavalli.   E quanta energia consuma all'anno ? Nel   1930, quando non c'erano ancora gli elettrodomestici e l'industria non era ancora ben sviluppata,  ogni abitante italiano consumava circa 300 Kwh.  La Svizzera, molto più industrializzata, ne consumava circa 1.000.  Oggi ogni italiano consuma in media 5.260 kWh: 17 volte di più che nel 1930.    Questo significa però che nel mondo, in cui siamo più o meno 7 miliardi e 150 milioni, dovremmo consumare circa  36.800 Gwh.  La produzione attuale mondiale è decisamente minore: solo 23.000 Gwh.  

 

Vediamo come viene prodotta l'energia elettrica.  Come noto tutti i sistemi che si basano su una combustione, aumentano la quantità di CO2 nell'atmosfera e quindi l'effetto serra. Poi vi sono i sistemi che inquinano tanto e quelli che inquinano poco.  Bruciare il gas inquina poco, bruciare il petrolio un po' di più. Ma il peggio è il carbone che è altamente inquinante. E non solo è inquinante, ma -se non vengono adoperati filtri costosi e sofisticati – addirittura tossico.    Il nucleare non inquina per niente. Però pone gravi problemi di smaltimento dei rifiuti: sono rifiuti altamente radioattivi e che tali rimangono per migliaia di anni.  Non si sa bene dove lasciarli . Inoltre richiede sistemi di sicurezza estremamente sofisticati e sempre più costosi.    Non inquinano  i sistemi che sfruttano l'energia dell'acqua – l'energia idroelettrica - e quella che proviene dal sole e dal vento, cioè i pannelli fotovoltaici ed i sistemi eolici.  Attualmente, nel mondo, la ripartizione (Fonte International Energy Agency) è così:

 

  • Energia da carbone                                                       41,0 %
  • Energia da gas                                                             22,2 %
  • Energia da petrolio                                                          4,6 %
  • Energia nucleare                                                           12,5 %
  • Fonti rinnovabili (idroelettrica, fotovoltaico, eolica, rifiuti )   19,7 %

           

 

Come si vede il nucleare -anche se ci sono al mondo 433 centrali ed altre 69 sono in costruzione – sta lentamente perdendo di importanza: qualche anno fa era il 16% del totale. I suoi alti costi lo rendono sempre meno appetibile.    Purtroppo la percentuale di energia ricavata dal carbone aumenta invece di anno in anno. E' la Cina il principale colpevole con 3,7 miliardi  di tonnellate bruciate all'anno contro il miliardo degli Stati Uniti. Per giunta ha una crescita nel consumo di 400 milioni/anno.   E' per questo che chi va in Cina si trova immerso in una orrenda cappa rossastra dove è addirittura difficile vedere il sole.   Ovviamente questo significa anche che il governo cinese accetta tranquillamente che un certo numero di suoi abitanti muoia ogni anno di silicosi, cancro al polmone, malattie respiratorie ecc. ecc. Ed accetta anche di esportare questi bei prodotti in tutto il resto del mondo. 

 

Come si vede, il nostro comportamento nei riguardi della Cina è totalmente irrazionale.    Che interesse abbiamo noi a comprare merce dalla Cina, come dagli altri paesi del Brics?  Nessuno.  Dal punto di vista etico la Cina è sufficientemente grande per poter essere autonoma e vivere bene solo con il suo consumo interno.  Dal nostro punto di vista distruggiamo la nostra ricchezza tecnologica industriale per ricrearla da un altra parte del globo  in una maniera altamente inquinante.   I risultati sono il nostro depauperamento, l'aumento dell'inquinamento globale ed un artificioso arricchimento della Cina.

 

L'energia elettrica è comunque meno di un quarto dell'energia totale consumata dall'uomo. Un altro 18% è assorbito dall'industria. Noi ne consumiamo per riscaldarci un buon 35%. E le automobili un  25%.    Questo spiega come mai il petrolio sia tuttora così appetito

 

E' importante sapere che gli scenari strategici sono recentemente cambiati.   Fino a pochi anni  fa l'avere sicure fonti di approvvigionamento del petrolio era l'elemento fondamentale della strategia di ogni Stato. E questo spiega il costante appoggio che gli USA hanno dato ad un regime totalitario, antidemocratico, reazionario come quello dell'Arabia Saudita:  gli garantiva di vendergli il petrolio in dollari.  Cioè gli Stati Uniti compravano petrolio stampando biglietti di carta verde.   E questa situazione spiega anche l'aggressività degli Stati Uniti contro chiunque sembrasse minacciare questa comodissima situazione: Irak, Iran e oggi la Siria e la Russia. 

Per fortuna oggi abbiamo scoperto il modo di estrarre petrolio da minerali che una volta non consideravamo. E gli Stati Uniti si apprestano ad avere di nuovo non solo l'indipendenza energetica, ma a diventare addirittura grandi esportatori.   E' probabile perciò che moderino il loro aggressivo imperialismo.     Vi è poi il progresso scientifico che ci sta aiutando.   In realtà noi non avremmo bisogno di bruciare il prezioso petrolio o il carbone: il sole,  in un' ora, ci manda sulla terra tutta l'energia di cui abbiamo bisogno in un anno.  E oggi - con le cellule fotovoltaiche riusciamo a raccoglierla abbastanza bene.  Il futuro sarà quindi di cellule fotovoltaiche e di sistemi di raccolta che permettano di avere energia anche durante la notte, quando le cellule fotovoltaiche non lavorano.

 

Certo che rimane inalterato l'angosciante  problema.   Riuscirà la terra a tollerare l'inquinamento prodotto da 10 miliardi di esseri umani, senza accopparne dopo un po' la massima parte con una serie di catastrofi apocalittiche ?  Forse con 10 miliardi ce la caviamo, anche se con una serie di guerre e di gravi turbamenti sociali.    Ma con 12 e più tutta l'umanità sarebbe veramente a rischio, specialmente se si continua ad utilizzare  massicciamente carbone e petrolio.     L'umanità è sopravvissuta a stento ad una tremenda eruzione di un vulcano sull'isola di Sumatra di 75.000 anni fa.  L'effetto serra che si era manifestato aveva eliminato le estati per 50 anni.  Si stima che siano sopravvissuti non più di 60.000 individui del milione e più che c'era.  Ma in quel caso era stata la natura che ci aveva quasi estinti.   Sarebbe veramente stupido se questa volta la catastrofe -enormemente più immane -fosse causata dal nostro idiota rifiuto a considerare la nascita di un figlio un atto altamente sociale che deve piegarsi alla ragione e quindi ai limiti del mondo in cui viviamo.     E da questo punto di vista la Cina, che ha finora obbligato le coppie ad avere non più di un figlio, sembra veramente un regime illuminato, in confronto alla cieca procreazione di tanti paesi dell'Africa e dell'America latina.   Ed è strano che le grandi religioni non abbiano ancora preso una energica posizione al riguardo. Sembrano incapaci di affrontare il grande e vero problema dell'umanità:  per la prima volta nella sua storia l'uomo potrebbe vivere, grazie alla tecnologia,  in una specie di paradiso terrestre. Paradiso se fossimo uno, tre, quattro miliardi.   Appena accettabile dai 7 ai 10.  Un pericoloso inferno, con il rischio di una estinzione di massa,  sopra i 10.

 

Ma veniamo all'Italia.  Noi siamo stati grandi esperti nel trattamento e nello sfruttamento dell'energia idroelettrica. E lo stavamo diventando anche nel nucleare se non fossimo stati stoppati dal famoso referendum e da pregresse ragioni politiche (Mattei spingeva sul petrolio) .    Attualmente l' energia che produciamo è così suddivisa:

 

  • Centrali termiche a gas                                 43,0 % 
  • Centrali termiche a carbone                           15,6 %
  • Centrali termiche a petrolio                            4,6%
  • Centrali termiche varie                                   6,6
  • Centrali idroelettriche                                   14,6%
  • Centrali fotovoltaiche                                     6,2%
  • Biomasse (rifiuti solidi)                                  4,7 %
  • Eolico                                                          4,5%
  • Geotermico                                                  1,8%

 

I dati sono dell'anno scorso. Questo anno, nei primi 8 mesi, il rinnovabile è diventato il 40,6% contro il 31% dell'anno scorso.   Come vedete abbiamo massicciamente investito in grandi centrali a gas, poco inquinanti, e nel rinnovabile.  Anzi abbiamo investito troppo: i nostri governanti non hanno tenuto conto della deindustrializzazione e dell'impauperimento dell'Italia, da loro stessi causato.  Oggi produciamo metà elettrodomestici, metà automobili, metà impianti elettrici del 2007. E siamo proporzionalmente più poveri. Il nostro consumo di energia sta diminuendo del 4% all'anno e  le nostre centrali più nuove ed efficienti lavorano talvolta  solo 2-3 ore al giorno.  Sono sostanzialmente inutili: non riusciremo più a ricuperare l'investimento fatto.     Non c'è neanche bisogno di dire che -a questo punto – è inutile pensare ad un ritorno al nucleare, che ormai sta probabilmente avviandosi ad essere reso obsoleto dall'energia del sole accompagnata da nuovi e non inquinanti sistemi di accumulo. 

La tecnologia ci sta semmai  mettendo davanti una nuova opportunità: l'oro giallo,  l'energia del sole.  Forse dovremmo puntare in quella direzione: in tutto il Sud Italia di sole ne abbiamo a bizzeffe e dobbiamo cercare di sfruttare questa possibilità.   Certo che non dobbiamo comprare i pannelli dalla Cina. Dobbiamo farli qui: la tecnologia deve essere nostra.   Però – per avere la indipendenza energetica – basterebbe coprire il 2% della superficie dell'Italia di pannelli solari.   Poi bisogna fare anche sistemi di accumulo per la notte. Ma sicuramente il futuro è in questa direzione.  Tra l'altro l'Italia avrà al massimo,  nel 2050, circa 40 milioni di abitanti.   Una cifra che le permetterebbe di vivere della propria agricoltura, del turismo e di quelle cose, come l'alta moda, che riusciamo a fare bene, dato che ormai la nostra industria è in uno stato preagonico e la situazione politica e sindacale è tale che non le può sicuramente permettere di risollevarsi. 

 

Certo per potere fare il Paradiso terrestre in terra,  come -ripetiamo – la tecnologia ci permetterebbe , dobbiamo anche ritornare ad un certo nazionalismo.    Ricordiamoci che il prossimo significa il più vicino. E' il mio compagno di scuola o di lavoro, la persona legata a me da vincoli di di lingua e sopratutto di cultura.   E la nostra isola di benessere dobbiamo essere in grado di difenderla contro le masse spinte dalla povertà e dalla sovrappopolazione che cercheranno di invaderci e contro di cui dovremo difenderci con la massima energia e senza stupidi sentimentalismi.    Siamo circondati da paesi, che vivono sopratutto di petrolio e che hanno avuto un incremento demografico spaventoso. Ne citiamo uno: l'Egitto. Erano 14 milioni nel 1927.   Sono attualmente 84 milioni e si apprestano a diventare 130 milioni nel 2030.   Se il petrolio cessa e se il turismo viene bloccato da qualche disordine,  moriranno in gran parte di fame.    E, ovviamente, prima di morire, cercheranno di invadere e depredare qualche vicino ricco. Come noi.

 

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