Lucio Dal Buono

Cani

Ma vi siete resi conto che il cane è il primo OGM creato dall’uomo? E’  un Organismo Geneticamente Modificato. Uno di quelli di cui i Verdi  parlano  tanto male. In effetti abbiamo fatto una bella fatica a tirare fuori dall’originale Lupo (o sciacallo –non si sa bene) un pechinese da un lato ed un alano dall’altro. C’è voluta fantasia, tempo e fatica.   Tra l’altro spesso queste razze, specie quelle nuove,  hanno delle gravi tare genetiche.  E del resto è naturale: la natura ci impiega  millenni per selezionare gli individui e fare una razza nuova. Un bravo allevatore ha a disposizione i 40-50 anni della sua vita di lavoro, in cui vuole ovviamente creare qualche cosa.  Accelera quindi i tempi in un turbinio di accoppiamenti,  nascite, selezioni degli esemplari più interessanti, eliminazione degli inutili.  Alla fine spesso saltano fuori delle razze che hanno sì le caratteristiche che l’allevatore desiderava, ma  hanno  anche delle serie tare genetiche. Per esempio i boxer sono stati creati nell’ottocento dall’incrocio dei bull-dog e di cani tedeschi, anche loro specializzati nell’attaccare i tori. Sono forti ed aggressivi. Però sono geneticamente sensibili ai tumori.

I dobermann hanno la tendenza ad ammattire. Altre razze sono sensibili alle malattie respiratorie.

Così come hanno delle tare genetiche, i cani hanno anche le caratteristiche genetiche che l’allevatore o gli allevatori gli hanno impresso.    E’ una fesseria che fa a pugni con il buon senso, pensare che il comportamento del cane sia solo determinato dall’educazione del padrone. Si è letto spesso in questi giorni sui giornali che non esistono cattivi cani, esistono solo cattivi padroni.     Allora si dovrebbe poter tranquillamente tenere in casa anche i leoni: basta educarli bene. In realtà se abbiamo selezionato delle razze fatte apposta per combattere e quindi stupide, aggressive, con colli e mascelle robustissime, estremamente mordaci, non possiamo pensare che,  solo perché lo vogliamo noi, diventino degli specchiati gentiluomini, capaci al più di qualche delicato abbaìo.  I pit-bull ed  i rottweiler sono stati selezionati per le lotte tra cani. Lotte all’ultimo sangue. E’ chiaro che i selezionatori non hanno puntato sull’ubbedienza, l’intelligenza, la bontà.   Ubbidirà sempre e comunque al suo padrone? Solo se è stato selezionato in quel modo. Non è detto che l’ubbidienza sia stato uno dei fattori genetici più curati.

A parte il fatto che, nel caso di un animale, non si può attribuire una categoria morale come buono o cattivo, ad un comportamento dato solo dall’istinto.

Era cattivo il famoso Barry, cane S.Bernardo, specializzato nella caccia agli indiani del Messico, durante la conquista spagnola?  Li azzannava per un braccio e se non reagivano li conduceva prigionieri  dai suoi padroni. Se reagivano, li soffocava.

O i bull dog ed i dobermann creati ed utilizzati per  cacciare e dilaniare gli schiavi fuggiaschi?

Il bello è che queste razze, originariamente create per l’aggressività e la lotta, vengono poi magari modificate da un diverso uso che ne facciamo.   Qualche eccentrico inglese ha cominciato nel settecento a tenere  in casa dei bull dog e li ha fatti diventare di moda. A quel punto è stata fatta una selezione inversa. Siccome non era bello trovare i resti dilaniati del maggiordomo in giardino, si è cominciato a selezionare  bull-dog pacifici e pantofolai.  Oggi – peraltro dopo qualche secolo-  li possiamo considerare quasi dei bravi ragazzi.

Stessa evoluzione potrebbero fare i bitbull ed i rottweiler.  Ma ne vale la pena?

Vale la pena di avere qualche centinaio di persone azzannate  e lese ? Qualche bambino segnato per tutta la vita dal morso di un cane con la luna per traverso?  Tutto per avere in giro un cane comunque brutto, bavoso, stupido e la cui unica caratteristica di rilievo è di avere un collo da toro e dei denti a prova di bomba?

Ho letto la storia di un bambino a cui due cani hanno completamente scarnificato a morsi un braccio, che poi ha dovuto essere amputato.   Beh, dico tranquillamente che l’unghia di un essere umano non vale l’esistenza di cento pit-bull. L’uomo così come li ha creati, può tranquillamente distruggerne la razza.    Non dico attraverso l’eliminazione fisica - anche se non ci vedrei niente di moralmente riprovevole – ma, come hanno fatto in Francia e Germania, attraverso il divieto di farli procreare.

Oltre al resto c’è da chiedersi perché una persona normale deve tenersi in un appartamento un cane di quel tipo.  A meno che di mestiere non faccia il  pastore o non viva in una villa isolata in campagna.  Il cane gode già giustamente della popolarità  indicata da Aldous Huxley” To his dog,  every man is Napoleon. Hence the constant popularity of dogs”.  Per ogni cane, il suo padrone è Napoleone. Da qui scende la costante popolarità dei cani.

Il cane ci da infatti un’ amicizia, un affetto scevro da ogni critica, una adorazione, che spesso ci è di grande conforto nella vita e che per molti, soli o anziani,  costituisce l’unica fonte di serenità.

Ma cosa spinge una persona a tenere  in un condominio  non una razza bella ed affettuosa, ma un orrendo mostro bavoso, come il mastino,  il pitbull, il rottweiler  – noti masticatori di bestie e cristiani -  ?

Evidentemente la voglia di avere in casa -come proprio schiavo-  una specie di Hulk. Un bruto che fa paura a tutti,  ma che trema davanti a lui, il padrone.  E gli da quel senso di potenza, di cui  ha bisogno.

Spinta psicologica non bellissima e che comunque non giustifica il fatto di mettere a repentaglio la vita degli altri, o anche solo la loro tranquillità .  Non avete mai notato il padrone di un cane che, ridendo con sufficienza, dice al poveraccio,  terrorizzato dalla sua bestia ululante: “Non abbia paura, non Le fa niente”.   In realtà la frase significa: ”Fai benissimo ad avere paura. Se non ci fossi io, vedi quello che ti succede”.  E talvolta succede, visto che ci sono ogni anno in Italia trentamila morsicati.

Senza contare l’inutile sofferenza a cui si costringe una bestia, fatta per vivere in  spazi aperti, tenendola in un chiuso e piccolo appartamento in attesa di mezzora di uscita quotidiana.

Forse, dobbiamo ammetterlo, è vero quello che è stato detto dai giornali:  non esistono cattivi cani, esistono solo cattivi padroni.  E’ vero  però nel senso che proprio chi ha un pit bull, non dovrebbe assolutamente averlo. Non rispetta a sufficienza né la sua bestia, né i suoi simili.  Al massimo possiamo concedergli un Chiricaua.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna