Lucio Dal Buono

Della Psichiatria

C’è voluto l’assassinio di un medico psichiatra ad opera di un altro medico psichiatra.   E finalmente il Presidente dell’ordine dei medici della Provincia di Milano, Dott.Anzalone,  ha detto quelle oneste e sensate parole, che – forse - doveva dire 25 anni fa : “ Il problema è che il manicomio non doveva essere abolito.  Il manicomio doveva essere modificato. L’abolizione del manicomio ha portato all’impossibilità di curare i casi gravi e ad evitare episodi come quello di cui è stato vittima il medico del S.Paolo……”.   Sante parole.

Tra l’altro,  manicomio è una parola greca che significa molto semplicemente “luogo dove si curano i malati di mente “.   In quanto tale nessuna legge lo può abolire. Da qualche parte il malato di mente deve pur stare ed essere curato.  Normalmente il manicomio viene espanso o ristretto, migliorato o modificato a seconda dei tempi e delle necessità, così come si fa per tutti i luoghi di cura.  E come hanno fatto , in questi ultimi anni, tutti i paesi. Solo l’Italia lo ha spostato. Con la 180 - unico esempio al mondo – ha abolito il manicomio ufficiale, statale, pubblico.     E’ rimasto il manicomio privato: la famiglia.   Luogo ovviamente che non solo non è in grado di curare nessuna seria malattia , dalla polmonite al cancro, ma anzi,  per forza di cose, la aggrava.    E l’aggravamento è la norma nelle malattie mentali gravi,  dove l’ambiente familiare  è fortemente indiziato di concausa  della malattia.

Oh,  certo.  Gli specialisti vi diranno  che questo non è vero. Che è assicurata una pronta risposta ad ogni esigenza.  I casi acuti e violenti sono ricoverati in reparti appositi degli Ospedali generali, gli SPDC(Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).  Se qualcuno ha delle necessità non urgenti si rivolge ai servizi territoriali, i CPS (Centri Psicosociali). Tra parentesi:  territoriali, magica parola di gran moda.  Per quanti hanno necessità di trattamenti prolungati si  risponde con i CRT (Centri di Terapie Riabilitative o con i CP(Comunità protette).

La realtà è che non stiamo parlando di signore in crisi di ansia. Stiamo parlando di malattie gravissime – spesso mortali –che riducono, in 30 –40 anni, un ragazzo intelligente, vivo e pronto ad un demente.  La schizofrenia colpisce i giovani dai 15 ai 30 anni.  Non si sa cosa sia. Si sa solo che è inguaribile e che porta alla demenza o, come minimo, a gravi deficit comportamentali ed intellettivi.

La realtà è che , nel 90% dei casi il giovane malato non capisce cosa gli sta capitando. Il dolore lo fa diventare violento. E soprattutto non sa di essere un malato mentale.  E quindi rifiuta la cura ed il ricovero.   Avrebbe bisogno di essere ricoverato- coattivamente o no, l’importante è curarlo -  in un ambiente assolutamente diverso da quello familiare, ma con caratteristiche fortemente comunitarie e tali da interessare e motivare un giovane: lo sport, la natura, un programma di lavoro e di vita, il conforto dell’amicizia. Invece viene sbattuto in un  reparto di Ospedale generale, dove l’unica cosa che gli fanno è inebetirlo con dosi da cavallo di psicofarmaci e cercare di tenerlo a letto.   Ma lui non ha nessun bisogno di stare a letto: non ha il morbillo e la scarlattina. Ha semmai bisogno di una attività continua che gli faccia dimenticare le sue angosce ed  i suoi fantasmi. Ed è proprio quella che gli viene negata.  L’Ospedale lo tratterrà-tra l’altro – solo il tempo necessario per sedare con gli psicofarmaci la sua agitazione.  Cioè per farlo sembrare esternamente tranquillo.  Una settimana, due. Poi viene mandato fuori. Con un astio profondo nei riguardi dei familiari che l’hanno messo in un posto che non sente di avere meritato e con la ferma intenzione di fargliela pagare.

Il CPS, la struttura territoriale, a parte il nome altisonante, è un semplice ambulatorio: ti programma le visite di mese in mese. Non serve a niente.

Per quanto riguarda i CP ed i CRT servono per quelli già cronici.  Quando cioè la malattia ha già spento la vitalità, l’intelligenza ed anche la violenza dei malati, stanno dove li si mette. Però sono pochi ed insufficienti. La Lombardia è tra l’altro una  forte esportatrice di malati psichici cronici: paga strutture private delle altre regioni per ricoverare i suoi cronici. E comunque, tanto per dire come funzionano,  noi abbiamo denunciato una delle due strutture di Psichiatria del S.Paolo. Perché? Perché un nostro malato era stato ricoverato in una struttura protetta (CP) dell’Ospedale. Talmente  protetta che nessuno andava a controllare lo stato psichico e l’umore dei 4-5 ricoverati. Morale. Il nostro assistito è stato pugnalato, mentre dormiva, da un suo compagno di sventura. Se l’è cavata per un  pelo, ma con gravi, menomazioni permanenti. Sono casi molto più frequenti di quanto ci si immagini.

La legge 180 è un ingiuria al buon senso ed all’umanità. I soldi che lo Stato e le Regioni –cioè noi - versano per la cura dei malati di mente, vanno in Fosse dei Serpenti, come gli SPDC o in strutture assolutamente inutili come i CPS. Peraltro sembra ormai purtroppo che l’opinione pubblica sia rassegnata allo Status quo  ed ai fatti di sangue che ne conseguono e che vengono considerati come inevitabilmente connessi  alla malattia.

Non lo sono.  La crisi di un malato psichico è una crisi annunciata, assolutamente visibile a chi se ne interessa con un  minimo di capacità professionale  o di affetto.

E la 180 viene tuttora difesa da tutto quel mondo di intellettuali, giornalisti, maitre a penser,  stupido, ricco e crudele, che ragiona solo in termini ideologici.

Ieri infantilmente comunisti. Oggi chissà cosa. Ma sempre chiusi ai problemi del dolore e facili ad entusiasmarsi ai più banali e stupidi slogan.  Come quelli inventati tanti anni fa da Basaglia – anche lui ricco, ideologizzato e, naturalmente, comunista.

Non vorrai riaprire i manicomi? E’ la domanda retorica che,  da 25 anni,   ci rivolge il cretino.

A cui si deve rispondere: I manicomi –i posti dove si curano i malati di mente - ci devono essere. Se volete gli cambiamo il nome.   Li chiamiamo “Grand Hotel”.  Quello che conta è come si fanno. Sicuramente non devono essere fatti come sono adesso.

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