Russi e Ucraini

Se noi sapessimo tutto quello che riguarda un certo argomento, non avremmo bisogno di grosse discussioni: ogni persona ragionevole si troverebbe automaticamente d’accordo con l’altra, salvo, magari piccole sfumature dovute alla emozionalità individuale. Siccome non è così, si preferisce quasi sempre parlare di irrilevanti cretinate: il calcio, la moda, i gossip specie se conditi con un po’ di sano sesso. La storia del ministro Giuliano e della Bocca è al riguardo eccezionale. Ci darà da sghignazzare per almeno un anno. Se si tratta di questioni serie, le cose diventano più complicate: quasi sempre le ignoranze dell’uno sono diverse da quelle dell’altro ed è molto facile litigare. Prendiamo, per esempio, una situazione pericolosissima che dovrebbe interessare tutti: la guerra tra Ucraina e Russia. Guerra che potrebbe portare all’estinzione della vita su tutta l’Europa e, forse, sul mondo. E’ incredibile come i pareri siano diversi. Il più della stampa e dell’opinione pubblica sostiene che Putin è un lurido autocrate aggressore e che gli Ucraini stanno combattendo per la loro sacrosanta libertà. Altre voci, minoritarie ma spesso qualificate, affermano invece che Putin ha ragione e che Zelensky è un fantoccio in mano degli Americani che costringe il suo popolo a combattere una guerra inutile ed ingiusta. Per capire un po’ come stanno le cose vediamo i fatti. Il granducato di Kiev è stato fondato nel X secolo da un gruppo di Vikinghi detti Rus. Il granducato di Kiev è stata la prima formazione statale di quella che, dal suo nome, diventerà la Russia. Purtroppo il granducato di Kiev viene distrutto nel 1240 dai Mongoli. A quel punto diventa sempre più importante il granducato di Mosca, che era stato risparmiato. Intomo al 1300 si forma peraltro nella zona un grande regno polacco-lituano. Kiev fa parte di tale regno. Intanto cresceva nelle zone semidesertiche dei fiumi Don e Dniepr uno strano fenomeno: gruppi di russi, polacchi, zingari, tartari emigravano in quelle zone dando luogo a comunità libere di abilissimi cacciatori e formidabili guerrieri. Le comunità cosacche. Nel 1654 i Cosacchi, stufi della prepotenza dell’alta nobiltà polacca, si cedono all’impero russo. La cessione diventa definitiva nel 1700 sotto Caterina la Grande. A questo punto abbiamo un’embrione dell’attuale Ucraina, che è già un’accozzaglia di popoli. Ad est ci sono i russi, gli ucraini (che parlano una lingua assai simile a quella russa, un po’ come i bergamaschi con i napoletani). Ad ovest comunità polacche, ungheresi, romene e tedesche. In mezzo, un po’ dappertutto ci sono gli ebrei. E per non farci mancare niente, la Crimea, che era l’ultimo pezzo indipendente dell’impero mongolo, che è abitata da tartari e che è stata conquistata dai Russi nel 1784. Beh, non per niente Ucraina significa terra di confine. Diciamo che fino al 1917 l’Ucraina era pacificamente una delle parti più ricche e civili del grande impero russo. Ha delle terre fertilisssime: le famose terre nere. Riesce a produrre grano per 7 volte il fabbisogno della sua popolazione. E’ ricca di carbone e di minerali tra cui -guarda, guarda – il litio che sta assumendo una importanza enorme per le batterie. La Russia fonda nel 1794 Odessa che diventa il suo grande porto sul Mar Nero e acquista rapidamente i caratteri di una grande città russa, ma cosmopolita: vi è anche una grande colonia italiana. Nello stesso anno rifonda anche Sebastopoli, in Crimea , che diventa la sua principale base nautica militare sul Mar Nero. Il disastro nasce con il Comunismo. I piccoli coltivatori ucraini -i kulaki – muoiono di fame quando Stalin , per potenziare l’industria, gli toglie la maggior parte delle loro derrate alimentari. Si contano dai 6 ai 10 milioni di morti. Non molti se si pensa ai 50 milioni di morti nella intera unione sovietica a causa del comunismo. Ma comunque gli ucraini cominciano a pensare che starebbero meglio senza la Russia. E la cosa si concretizza quando Hitler invade la Russia e, per prima, l’Ucraina. Si formano eserciti nazionalisti che combattono con i tedeschi. Eliminano le minoranze etniche, in primis gli Ebrei, ma anche polacchi e romeni. Il loro capo, Stephan Bandera, alla fine della guerra fugge in Germanai dove verrà assassinato nel 1948 dal KGB. Bisogna dire che , almeno, l’URSS non è nazionalista: nel 1954, Krusciov, il capo dell’URSS, che è ucraino, per suggellare l’eterna (pensa lui) amicizia tra Russi ed Ucraini, gli dona la Crimea, che è Russofona all’87% e che non è mai stata ucraina. Ma la storia corre: nel 1989 cade il comunismo. Nel 1990 l’Ucraina, d’accordo con la Russia, si dichiara indipendente ed entra a far parte della Federazione degli Stati Russi: la Federazione che sostituisce la vecchia URSS. Mette nello Costituzione che si impegna ad una eterna amicizia con la Russia e a non entrare in coalizioni ostili alla Federazione. Erano gli anni in cui sembrava che anche gli USA avessero intenzione di fare una pace duratura con la Russia: si parlava di farla entrare nella Nato o di sciogliere la stessa, che – scomparso il patto di Varsavia – non aveva più ragione di esistere. La realtà era però che i capitalisti americani stavano lavorando per fare begli affari con tutti gli Stati confinanti della Russia: Lituani, Estonia, Lettonia, Georgia. E vper fregare la Russia. Il post comunismo per l’Ucraina si rivelava catastrofico: una corruzione spaventosa, un’alta inefficienza produttiva, una acuta mancanza di speranze e di prospettive. Anche la popolazione calava notevolmente in quegli anni. Comunque la situazione migliorava lentamente e, intono al 2000, l’Ucraina sembrava avviata verso il miglioramento. L’amicizia con la Russia sembrava tenere e la produzione agricola ed industriale cominciava a migliorare. C’era però la CIA che soffiava sul fuoco attizzando e ancora peggio armando i più fanatici nazionalisti ucraini E fare una cosa del genere in una nazione in cui il 70% parlava ucraino ed il 30% russo era quanto meno un crimine contro l’umanità. Tra l’altro le regioni dell’Est, che erano le più ricche e industrializzate, erano a maggioranza russa. Nel 2014 scoppia la cosidetta rivoluzione del Maidan. Una persona che era presente mi ha detto che è stata una cosa incredibile. Bande, armate fino ai denti dagli USA, scorazzavano per le città mettendo a morte quelli che consideravano oppositori russi. Il Presidente eletto fu costretto a lasciare il paese . Nuove elezioni elessero un Parlamento ed un Presidente filoamericano. Si misero fuori legge i partiti dei russofoni, si tolse il russo dalle scuole e dall’amministrazione pubblica. Ci fu anche una vera e propria pesecuzione con gravi episodi di sangue. Celebre è rimasto il rogo di Odessa dove 80 cittadini russi furono bruciati vivi. La stessa cosa era, del resto, già successa in Georgia. E come in Georgia, le regioni a maggioranza russa invocarono il diritto all’autodeterminazione ed iniziarono una guerriglia: se gli ucraini potevano autodeterminarsi e liberarsi dai russi, perchè non dovevano autodeterminarsi quelli che ucraini non erano ? Il resto è noto: dal 2014 al 2022 le regioni russofone, armate dalla Russia, combattono per liberarsi dagli Ucraini, armati, e molto bene, dagli USA . Si tentano delle mediazioni che falliscono sopratutto perché dietro l’Ucraina ci sono gli interessi di capitalisti USA, tra cui il figlio di Biden, che non hanno interesse ad una pace. E la parte che vuole la secessione dall’Ucraina è la parte più ricca di minerali, più popolosa, più industrializzata. La più appetibile. Non ci sono le condizioni per trovare una ragionevole soluzione di compromesso come quella trovata in Italia col Sud Tirol: una ampia autonomia . Nel 2022 Putin fa una grande cavolata: tenta la conquista dell’Ucraina con forze limitate, credendo che l’esercito ucraino si sarebbe rapidamente dissolto. Errore gravissimo: l’esercito ucraino non è numeroso ma è fanaticamente nazionalista – quasi nazista (ricodate la brigata Azov) -, ben addestrato dagli USA, e conosce perfettamente le mosse dell’esercito russo, usufruendo di tutte le informazioni che i satelliti occidentali, compresi quelli di Elon Musk, gli forniscono. Tra lo stupore generale i Russi sono costretti a ritirarsi da Kiev e da Karkov e contengono a stento la controffensiva ucraina. Decidono allora di concentrasi sulle zone russe : il Donetsk ed il Donbass. Li costruiscono 5 portenti linee di difesa che arrestano gli ucraini e, piano piano, gli permettono di preparare una altra offensiva. Questa volta mirata alla zona sud- est del paese. Anche gli Ucraini fanno le loro cavolate intestardendosi nella difesa di posizioni indifendibili come Mariupol, dove perdono la brigata Azov. I giornali americani riferiscono che già nel 1922, quando la guerra si era stabilizzata. Russi ed Ucraini erano arrivati a firmare un accordo: la Crimea rimaneva russa, Donbass e Donetsk ucraine con un ampia autonomia. E l’Ucraina rinnovava l’amicizia eterna con la Russia e si impegnava a non entrare nella Nato. Il patto era stato sconfessato da Zelensky a ciò persuaso da quello strano guerrafondaio di Boris Johnson, il primo ministro inglese. Dietro cui vi erano , ovviamente, anche larghe fette degli USA. Adesso l’Ucraina, anche se potentemente armata dalla Nato, sta dando fondo alle sue riserve umane. Dall’inizio della guerra 14 miliioni di Ucraini sono emigrati all’estero. E non sono ovviamente solo donne e bambini. Da una nazione di 50 milioni si è ridotta a 46 milioni. Ci sono 80.000 disertori su un esercito , all’inizio della guerra di 200.000 soldati. Evidentemente questa strana guerra, che ha le tristi caratteristiche di una guerra civile, convince sempre meno i giovani ucraini, che pure hanno dato prova di sapere combattere con un estremo valore. Dulcis in fundo l’ateo (ed ebreo) Zelensky ha recentemente messo fuori legge la religione ortodossa, con la motivazione che dipende dal patriarca di Mosca: i soldati ucraini non hanno nemmeno la possibilità di essere onorati coi conforti della loro fede. Per quanto riguarda i crimini di guerra di cui reciprocamente si accusano, sapete bene che Churchill diceva che in una guerra la prima vittima è la Verità. Ed è ovvio che due popoli giovani, vivaci, pieni di testosterone siano capaci di atti di estremo eroismo, ma anche di aberrante crudeltà. La guerra di Bosnia insegna. E adesso aggiungo qualcosa di mio: ma noi che cazzo c’entriamo con questa storia ? Pretendiamo di essere i guardiani della giustizia nel mondo? Non è meglio se cercassimo di migliorare le cose a casa nostra ? E magari di migliorare giudici e giustizia, fare gli invasi, rimettere in sesto la sanità, costruire carceri decenti, ripulire le città dai delinquenti. Ecc.ecc.

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