Non c’è niente da fare: il livello dei nostri politici è veramente basso. Adesso il Parlamento sta per approvare un’altra colossale minchiata, voluta da quello strano personaggio che è la Roccella, ex radicale, ex Berlusconiana, ex Alfaniana, ex Quagliarellana e adesso trapassata a Fratelli d’Italia e diventata Ministro per le pari opportunità col governo Meloni. Governo che si distingue sopratutto per la pochezza dei suoi membri. Beh, che vuole la ineffabile Roccella ? Vuole creare un altro reato, quello di femminicidio: “viene punito con l’ergastolo chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o comunque l’espressione della sua personalità.” La prima e più ovvia obiezione è che questa legge viola l’articolo 3 della Costituzione in cui si stabilisce che tutti cittadini hanno pari dignità e sono uguali di fronte alla legge. Le donne sì e gli uomini no ? Inoltre vi è una eccessiva e irragionevole discrezionalità del giudice che deve addirittura stabilire cosa pensava il colpevole: ha ammazzato per un atto discriminatorio o no? Come diamine potrà capirlo il giudice? Ma oltre a ciò c’è la chiara ignoranza del fenomeno e l’idiota appiattirsi di un politico all’imperante conformismo. Vediamo la realtà: in Italia, attualmente, abbiamo circa 300 omicidi all’anno. Sono lo 0,5 ogni 100.000 abitanti. Gli Italiani sono il popolo meno sanguinario del mondo. Tanto per dare un’idea negli USA ci sono 15 omicidi ogni 100.000 abitanti. In Sud Africa 35 su 100000. In Equador, che -chissà perché – è il paese più sanguinario , 134 omicidi ogni 100.000. Inoltre nei nei paesi più “progrediti” donne e uomini si ammazzano tra loro in ugual misura: le vittime sono 50% donne e 50% uomini. Noi evidentemente abbiamo ancora un residuo dell’obsoleto spirito di cavalleria: le donne ammazzate sono ca. 125: solo il 40%. E’ vero che una sessantina di donne sono fatte fuori dai familiari (ex mariti o ex amanti) , ma tra queste 60, ce ne sono ogni anno 20 o 30 uccise dai figli schizofrenici: sono tra le numerose vittime della legge Basaglia. Certo l’omicidio – diciamo così – sentimentale è deplorevole, ma è anche ovvio. Il fenomeno dei drammi familiari maschio-femmina era un fenomeno ampiamente prevedibile e da me previsto già dal 2011 nel mio libro “Dall’atomo all’anima”: siamo in un periodo di profonda crisi in cui il maschio sta sparendo e rimarrà solo come elemento riproduttivo. La famiglia probabilmente scomparirà e tutti i legami ancestrali sono destinati a scomparire o a modificarsi profondamente. Ma le crisi provocano angosce e dolori e quindi reazioni anche violente, che però sicuramente non si risolvono con leggi repressive o, peggio, ingiuste. E comunque, come si è visto, il fenomeno è assolutamente marginale e socialmente non importante. E’ stato creato dai media a cui non par vero di parlare di un bel delitto sessuale magari con particolari pruriginosi. Infatti delle madri ammazzate dai figli nessuno ne parla. Vi sono fenomeni ben più importanti a cui la politica non bada. Ad esempio -appunto – la persistenza di una legge criminale come la legge Basaglia a 50 anni dalla sua promulgazione. Il fenomeno dell’uso del coltello tra gli adolescenti. Il pestaggio dei professori da parte dei genitori. Il pericoloso formarsi di ghetti e bande di adolescenti su basi etniche o religiose. Per non parlare della Giustizia, della Sanità, dell’Istruzione ecc.ecc. Riforme ritenute da tutti necessarie, ma che ogni Governo affronta con riformicchie di nessun valore. Pannicelli caldi che servono solo per far propaganda a chi le promulga. E che, quasi sempre, sono peggiorativi della situazione antecendente.