Stasera ho visto per la terza volta “Gran Torino”, quel mirabile film di Clint Eastwood. E – per la terza volta – mi sono commosso.
Il fatto è che i film di Eastwood descrivono l’umanità vera e bella , – o brutta – nella sua pienezza. E’ la descrizione dell’uomo, non di quelli che Sciascia chiamava i mezzi uomini, i quaquaraquà. Mi piacciono i film di Clint Eastwood, come quelli di Leone, o Amarcord di Fellini. O l’albero degli zoccoli di Olmi. Mi fanno schifo i film di Sordi ed in genere tutti quei film che descrivono un’Italia fatta di miserevoli Arlecchini e Pulcinella, di cui -a mio parere – non vale neanche la pena di parlare. Abbiamo e abbiamo avuto ottimi attori comici. Ma abbiamo avuto pochissimi attori e registi che siano riusciti a descrivere la pienezza dell’umanità, anzi l’universalità dell’umanità. Quello che nel romanzo, è stato raggiunto nei Promessi sposi e nel Gattopardo e nel cinema da nessuno salvo che, appunto, da Leone, Fellini ed Olmi. Probabilmente è dovuto al fatto che – prima della guerra – vivevamo di quella trombonesca retorica dannunziana, di cui tanto si sono compiaciuti e si compiacciono gli italiani. E nel dopoguerra la cultura è stato appannaggio di due sub-culture: quella comunista e quella cattocomunista. Tutte e due lontanissime dalle più alte e belle espressioni di una vera umanità e capaci solo di film di meschina propaganda. Mi ricordo quel film sulla grande guerra in cui erano protagonisti Tognazzi e Gassman. La grande guerra è stata una gigantesca tragedia in cui vi era di tutto e tutto, con un po’ di senso artistico, si poteva trovare e descrivere. Cosa vi ha trovato Monicelli? La miserabile storia di due gaglioffi, non certo degni di essere ricordati.
Oppure sulla guerra civile: una orrenda, grande tragedia, in cui è emerso il bello ed il brutto dell’uomo. Diventa, nella cinematografia italiana, una grottesca commedia in cui da un lato compaiono eroi puri e senza macchia e dall’altra abbiette e viscide marionette. Meschina propaganda che si allontana dalla universalità della vera poesia. Infatti l’unico film della guerra partigiana che raggiunge una altezza epica è “Miracolo a Sant’Anna, che non è italiano. E’ americano. E che è stato aspramente contestato perché i tedeschi ed i fascisti hanno nel film ancora caratteristiche umane e non sono i soliti biechi pupazzi della propaganda resistenziale.
Purtroppo forse il cinema italiano con la sua descrizione di una umanità poco umana, non è altro che l’espressione dell’umanità media italiana: siamo un popolo di ladri un po’ vigliacchi. Prendiamone atto.