Sembra che in Italia tutti i referendum assumano un significato politico che ne annulla l’utilità. E’ capitato nel 2016 col referendum costituzionale voluto da Renzi. La sua legge era ottima: eliminava la completa bicameralità e riduceva il numero dei senatori. Si è tradotto in un referendum sulla persona di Renzi. Che infatti ha perso: l’individuo non è simpatico e sembra piuttosto amorale. A me personalmente sta proprio sulle scatole Ma, porca miseria, la sua riforma costituzionale era giustissima ed è un delitto che non sia passata. Adesso c’è il rischio che succeda la stessa cosa col referendum sulla giustizia. Tutto si sta trasformando in una contesa politica da comari pro o contro la Meloni. Il che non ha niente a che vedere con il gravissimo problema di una giustizia che non è giusta. E’ gestita da una classe di alti borghesi che non si autocontrolla, che sfugge ad ogni regola e che decide in base ad ideologie cervellotiche ed a teorie avulse dalla realtà. E che quindi solo casualmente esercita quel po’ di Giustizia a cui noi, povera plebe, avremmo pur diritto. Dato che li manteniamo. E anche bene.
I giudici sono l’elemento più importante della società: se non c’è giustizia, la società si deve rivolgere alla mafia (cioè a gruppi di cittadini che esercitano la giustizia) o cade nel totale dominio della delinquenza. E questa magistratura si autogiudica, si assolve, fa correnti, partiti, giochi di potere. E diventa sempre più inefficiente e ingiusta. Vorrei fare due o tre osservazioni.
La prima: nel codice di Hammurabi, il primo della storia, vi era scritto che un giudice corrotto doveva essere spelato vivo e la sua pelle appesa nell’aula di giustizia. Il che significa che il problema della efficienza dei giudici vi è stato e sempre vi sarà. Non pretendo tanto, ma severe punizioni, sì.
Seconda osservazione. Forse non ci rendiamo conto che la giustizia è sempre stata demandata ad un potere superiore. Il re o chi per esso. Perchè? Perchè quando lasci fare la giustizia al gruppo dei più potenti, questi fanno, dopo un po’, se non vengono controllati severamente, le più schifose soperchierie ed i più luridi intrallazzi. Come Palamara ha dimostrato. E la giustizia va a farsi benedire. Il buon Montesquieu, che predicava la separazione e l’indipendenza dell’ordine giudiziario era uno di quei teorici settecenteschi che non ne diceva una giusta. La realtà era che il povero plebeo doveva difendersi dallo strapotere dei ricchi e il re era la sua unica difesa . Era il defensor plebi: il difensore dei poveri diavoli. E se sapete che i politici che noi eleggiamo ogni tot anni sono corrotti, come potete pensare che i magistrati non lo siano ? Fanno parte della stessa società. Ma purtroppo non li eleggiamo e non li possiamo sbattere via.
Terza osservazione. Quando si è in una società di ladri ( noi Italiani un po’ ladri lo siamo ) vi è un solo metodo per evitare gli intrallazzi: il tirare a sorte. Nella Repubblica di Venezia tutto era legato alla sorte. Facevano innumerevoli estrazioni a sorte per evitare gli intrallazzi. Ed è durata mille anni.
Guardiamo infine alla realtà attuale.
Lo sapete che l’Italia è il paese di Europa che paga di più per le ingiuste detenzioni dei suoi cittadini ? Vi siete resi conto dello schifo che è successo con la famiglia del bosco ? O con l’oreficie costretto a pagare gli eredi dei suoi rapinatori ? Avete letto il libro di Palamara che descriveva il sistema corrotto di cui lui era l’arbitro ? E vi ricordate di Bellomo,il magistrato al centro di un caso giudiziario legato a corsi di preparazione per giovani aspiranti magistrate. Imponeva minigonne, tacchi a spillo, perché, evidentemente, alle magistrate non era richiesta la professionalità e la serietà, ma di essere disponibili. Avete visto i due PM del caso Eni ? Sono stati condannati sia in primo che in secondo grado a 8 mesi di reclusione per avere truccato l’inchiesta su delle presunte tangenti dell’ENI (non lo dico io. Lo dice Sallusti sulla Verità) . Ebbene l’ineffabile CSM li tiene nella carica. Ma è ovvio: qualsiasi gruppo, se non è controllato, tende a perpetrarsi . Ed a perpetrarsi male. Adesso la magistratura si perpetua in un moltiplicarsi di burocrazia, di norme letterali ma fuori dalla vera giustizia, di politicizzazione. E mi sembra che un magistrato che esprima una chiara opinione politica dovrebbe essere buttato fuori dalla magistratura . Il CSM è di una imbarazzante bontà quando si tratta di giudicare i magistrati: spostamenti, riduzione di uno stipendio in un anno. Invece i magistrati se sbagliano, vanno sbattuti fuori dalla magistratura immediatamente. Punto e basta. E’ troppo importante la loro funzione. Il fatto che, nella nuova legge, a giudicare i magistrati vi siano degli altri magistrati scelti a sorte, mi sembra troppo poco. I magistrati non si devono giudicare tra di loro. Una volta c’era, appunto, il re. Adesso vanno giudicati da un gruppo di vecchiacci esperti e al di fuori dei giochi di potere: ex militari, ex capi della polizia e dei carabinieri e della avvocatura, grandi industriali, vecchi sindacalisti. Ma tra loro metterei anche ex galeotti: sicuramente loro sanno giudicare un giudice meglio di noi. Per cui: votate sì. La legge non è ottimale. Ma quale legge lo è ? Ma è un primo passo per scuotere quel potere oscuro e immenso, che sta affossando quel po’ di civiltà che ancora abbiamo. E’ molto importante. E’ fondamentale per noi e per i nostri figli