I movimenti degli Studenti

Del 68 mi rimangono tre flash. Il primo è la vicenda di un oscuro ragazzo di 19 anni (non mi ricordo il nome), figlio di gente modesta, che faceva il venditore di elettrodomestici. Stava bevendo il caffè della mattina in un bar di via Larga, mentre passava di lì un corteo dei soliti studenti, figli di alti borghesi, vocianti e armati di bandiere rosse e di chiavi inglesi. E anche di bombe molotov. Una fu lanciata nel bar e colpì in pieno il ragazzo, che morì qualche giorno dopo per le ustioni riportate. Ho presente nella mente la sua foto, sdraiata su una sedia fuori dal bar, mentre piangendo diceva:”Perchè proprio a me?”. Ho ben documentato il secondo episodio: Torino 1977. Solito corteo di ricchi studenti. Solita molotov. La vittima è uno studente di chimica, Roberto Crescenzio che era nella toilette del bar e che non è riuscito a fuggire in tempo. Morirà due giorni dopo bruciato. Il terzo episodio è noto: i due fratelli Mattei, anche loro figli di povera gente. Il maggiore era un attivista missino. Un gruppetto dei ricchissimi studenti di Potere Operaio versa della benzina sul pianerottolo del loro appartamento, una modesta casa popolare alla periferia romana. Il resto della famiglia si salva. Loro due muoiono bruciati nella finestra della loro abitazione , mentre tentavano una impossibile salvezza.

Questo per conto mio è il 68: i figli dei ricchi che fregano i figli dei poveri. E ci riescono. Perchè il 68 è stata la fine della scuola e delle nostre strutture e la conseguente fine della possibilità della scala sociale. I ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.

Non ho nessuna simpatia per questi movimenti di studenti violenti e caciaranti che stanno percorrendo le nostre strade. Uno studente deve dedicarsi a studiare. Poi, dopo che si è fatto una sufficiente cultura ed anche qualche esperienza di vita e di lavoro, potrà esprimere una opinione ragionevole sull’aumento di CO2 o sulla guerra in Palestina. Se invece di studiare schiamazza per le strade, dovrebbe essere senza pietà espulso dalla scuola e dall’Università. Ci sono certamente in Italia ragazzi poveri, magari emigranti, che vorrebbero gustare il pane della scienza e che sono 1000 volte più meritevoli di quei vomitevoli cretinetti, figli di alti borghesi, che vilipendono la cultura e l’umanità con la loro stupida violenza

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