Il peccatone secondo Bergoglio e la sovrappopolazione

Ancora una volta Bergoglio è riuscito a scandalizzare quella parte -sempre più ridotta – della popolazione che si considera cattolica. Ha tirato fuori che opporsi all’emigrazione è un grave peccato. Ha creato l’undicesimo comandamento. Ora, a parte il fatto che i peccati sono individuali e non si può incolpare una società di un peccato, Bergoglio salta a piè pari, come spesso gli capita, in un campo in cui non ha nessuna competenza. Che c’entra lui con le politiche migratorie di un Governo ? “Date a Cesare, quel che è di Cesare” ha detto il Cristo. E decidere se e come accogliere dei migranti, è una decisione che rientra nelle competenze di Cesare, cioè dello Stato. Ma c’è un altro e più grave motivo di indignazione: questo appoggio di Bergoglio all’emigrazione incontrollata è un grave peccato contro l’umanità. Vediamo di giustificare questa affermazione. L’homo sapiens, dalla sua nascita, è cresciuto piano piano. E’ solo dal 1950 che la crescita ha assunto un incremento esponenziale e totalmente incontrollato. Per raggiungere un miliardo di persone ci abbiamo impiegato 50.000 anni. Per passare da 1 miliardo a 8 miliardi solo 80 anni. Merito (o colpa) della drastica diminuzione della mortalità infantile e degli OGM che hanno permesso – finora !! – un aumento delle derrate alimentari. A spese però della diminuzione delle foreste (e quindi dell’ossigeno ) e dell’ aumento di CO2, nonché di un grave aumento dell’inquinamento. Adesso però sembra proprio che siamo arrivati alla fine della corsa: 8 miliardi di essere umani che mangiamo, fanno la cacca, vogliono macchine ed elettrodomestici sono più o meno il massimo che la Terra può sopportare. Del resto lo dimostra la diminuzione dell’ossigeno e l’aumento del CO2. L’ossigeno che ci permette di respirare è prodotto dalle piante. Un campo di grano ne produce una quantità irrilevante Ogni volta che deforestiamo per fare un campo di grano, ci togliamo parte di ossigeno, ed aumentiamo il CO2 . Per non parlare di cosa comporta l’aumento di popolazione. Facciamo 4 conti semplici semplici

Supponiamo un paese grande come l’Italia in cui però la popolazione cresca dell’1% anno. E’ una crescita piccola, al giorno di oggi. Pensate che l’Etiopia è cresciuta mediamente,

dal 1966 ad adesso, del 10% all’anno. Supponiamo che questo paese abbia, come noi, 60 milioni di abitanti. Avremmo ogni anno 600.000 bambini in più. Ma 600.000 bambini significano ca. 20.000 aule in più alle elementari. E 20.000 maestri. Poi 20.000 aule alle medie ed alle superiori coi corrispondenti professori. E 2.400 nuovi posti di Ospedale: un San Raffaele ogni anno. E poi diciamo 400.000 posti di lavoro in più ogni anno; supponiamo che alcune ragazze non lavorino (difficile) ed i posti di lavoro necessari siano un po’ meno. Per non parlare della necessità di calore, e di energia elettrica, di auto ecc.ecc. Solo se un paese trova giacimenti di petrolio o di oro può sopportare un aumento del genere. E solo per pochi anni. Capite perché il Brasile che pur ha una crescita solo del 0,64 all’anno, sta rapidamente distruggendo l’Amazzonia: ha bisogno ogni anno di terre per dare da mangiare ai 1,5 milioni di brasiliani che ci sono in più. Altro che riduzione dell’emissioni nocive. Per tutte le popolazioni dell’Africa , dell’Asia e del Sud America il problema è solo uno: sopravvivere e far fronte al galoppante, incontrollabile aumento della popolazione. Morale: è arrivato il momento di affrontare il nuovo, unico e reale pericolo. La saturazione della Terra e l’esaurimento delle sue risorse. Se non lo risolviamo in maniera razionale noi, ci penserà la natura nel solito modo: una bella serie di carestie, guerre, epidemie che ridurranno l’umanità ad un centesimo di quello che è attualmente. Per avere qualche possibilità di evitare il disastro occorre cambiate mentalità: fare 6 figli per donna, come succede in Nigeria, deve essere considerato un crimine contro l’umanità. E ogni Stato deve preoccuparsi di mantenere la popolazione nei limiti che il suo territorio può mantenere in maniera umana e civile. E quindi non mandarli in altri Stati, se non sono richiesti. La popolazione non deve più essere costretta ad emigrare. Anzi non deve poter emigrare:, se non in casi particolarissimi. Bisogna mettere nella testa della gente che bisogna azzerare la crescita della popolazione. Del resto emigrare dove? Il mondo sta scoppiando. Non ci sono più, come duecento anni fa, un intero continente, le Americhe, vuoto. Si, in Italia, dove la popolazione. sta diminuendo qualche posto si è liberato. Qualche milione, forse. Bazzeccole in confronto alle decine, se non centinaia di milioni, che vorrebbero arrivare se la popolazione continua ad aumentare al ritmo attuale

E se l’Europa vuole fare qualcosa di buono, col residuo della sua antica influenza, deve premere sugli altri Stati perché provvedano a contenere le nascite. Ed i suoi giovani anziché fare cretine manifestazioni green qui in Europa, devono andare a fare i missionari in Africa predicando la santa castità o, se preferiscono, muniti di preservativi.

E Bergoglio farebbe meglio a parlare di Dio e non infilare il naso in cose in cui non ha alcuna competenza. Pensate solo questo: se fossimo ancora- come 80 anni fa , 2 miliardi, ci sarebbero ancora differenze di reddito, ma non ci sarebbe il problema dell’inquinamento, del CO2, della fame di intere popolazioni. La vita sarebbe – con le tecnologie attuali – molto più facile e più felice per tutti. (www.sovrappopolazione.it)

Torna in alto